Sull’orlo del visibile

a cura di Marco Maggi
«Colloquium Helveticum», 54, 2025
tavola rotonda: Giovanni Pozzi e le arti
con Pietro Montorfani, Mario Botta e Michele Cometa

Bielefeld, Aisthesis Verlag, 2025
capitolo pp. 193-205

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L’annessione degli studi inter artes alle letterature comparate risale agli albori della disciplina e ne segue da vicino gli sviluppi e le svolte. A ogni tappa del suo percorso, la comparatistica ha problematizzato e spesso affermato la propria giurisdizione sulle relazioni tra letterature, arti e media. Uno dei tornanti più significativi a questo riguardo è rappresentato dalla congiuntura, manifestatasi verso la metà degli anni Ottanta del Novecento, tra crisi della comparatistica "universalizzant", da un lato, e avvento di nuovi metodi nell’ambito soprattutto del visuale, dall’altro, con i Visual Cultural Studies e gli studi di intermedialità. La reazione a fronte di questo sommovimento è stata duplice: da una parte, l’espansione mediale è stata considerata come un corollario dell’espansione geografica in senso anti-eurocentrico della disciplina; dall’altro si sono sposati i nuovi metodi, dissolvendo la specificità dell’approccio comparatistico alla questione delle relazioni inter artes e inter media. Né la prima opzione, né la seconda sono state preparate e accompagnate da un’approfondita riflessione epistemologica e metodologica. In cosa consiste il possibile contributo della comparatistica allo studio delle relazioni tra letterature arti e media, in particolare in rapporto alla sfera visuale ? Quali ne sono le potenzialità, i limiti e le prospettive di dialogo con altri metodi e discipline?