Carlo Battaglini. La biblioteca

a cura di Antonio Gili, Pietro Montorfani e Damiano Robbiani

Lugano, Edizioni Città di Lugano, 2013

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Per più di un decennio un’elegante libreria ha fatto mostra di sé nella Sala delle commissioni di Palazzo Civico a Lugano. Nota come la Biblioteca di Carlo Battaglini (la fama è corretta, non del tutto la proprietà dei volumi), è stata da poco trasferita presso l’Archivio storico, per essere catalogata e restaurata secondo criteri moderni. Giunge così al capolinea – anche grazie alla rete online del Servizio Bibliotecario Ticinese – il maestoso silenzio di questi libri, guardati con rispetto da tanti occhi ma mai veramente aperti né sfogliati, pronti oggi a parlare di nuovo a chi li interroghi con curiosità. Per gli studiosi del Battaglini (se lo augurava Virgilio Gilardoni in un focoso articolo di alcuni anni or sono) il piatto sarà dei più prelibati, se è vero che il definirsi di un pensiero, di una “filosofia”, richiede non solo l’esperienza di una vita ma anche, e forse più, innumerevoli letture. Ditemi cosa leggeva e vi dirò chi fu Carlo Battaglini, ma vi dirò anche di suo padre Antonio e di suo fratello Gioachino, dei due figli che ne raccolsero l’eredità politica e professionale (Antonio ed Elvezio) e del nipote Carlo Arnaldo, avvocato e pretore, cui si deve la preziosa donazione.